In questi mesi non ho avuto molto tempo per occuparmi delle tematiche presentate in Consiglio comunale, ma una questione ha comunque impegnato le mie riflessioni per diverso tempo: si tratta della situazione della nostra Casa di Riposo, la RSA Vaglietti-Corsini. Come sapete, da poco c'è stato il passaggio di consegne tra vecchio e nuovo Consiglio di Amministrazione. Due settimane fa, sul Giornale di Treviglio, il Sindaco ha detto che nella scelta del CdA non ha coinvolto le minoranze perché "non avevano un nome e nemmeno una proposta". Oggi il giornale ha pubblicato stralci del comunicato delle minoranze (che trovate qui sotto) in risposta alle parole menzognere del Sindaco.
Rispetto alle dichiarazioni del
sindaco, Roberto Legramanti, circa la questione della nomina del Consiglio di
Amministrazione della Casa di Riposo (RSA) Vaglietti, riportate sul vostro
giornale della scorsa settimana, intendiamo fare alcuni rilievi e precisazioni.
In primo luogo il Sindaco afferma
che noi minoranze non avremmo fatto alcuna proposta circa la gestione della RSA
e non avremmo avanzato candidature per il suo CdA. In realtà abbiamo avuto un
primo incontro con il Sindaco e l’Assessore competente nel mese di marzo,
durante il quale abbiamo espresso articolati pareri sulla RSA e abbiamo chiesto
al Sindaco: 1) di fissare con noi un altro incontro per discutere del
Vaglietti; 2) di potergli indicare uno o più nomi di persone competenti,
significative per la vita sociale colognese, tra i quali egli avrebbe scelto un
consigliere per il CdA del Vaglietti. Precisiamo che all’epoca avevamo già in
mente una possibile candidata a ricoprire la carica di consigliera del
Vaglietti, una giovane non “di partito” (a differenza delle nomine fatte da
Legramanti, il quale ha più volte detto che la politica non c’entra niente con
la Casa di Riposo, salvo poi smentire dopo aver nominato un CdA di
“fedelissimi”), competente, molto attiva e stimata nel contesto sociale del
nostro paese. Il Sindaco, dopo aver promesso che ci avrebbe ricontattati, non
ci ha mai più fatto sapere nulla, tant’è che abbiamo appreso delle nomine del
CdA dal vostro giornale.
La situazione della nostra RSA
appare problematica: non si tratta di “voci insistenti”, come sostiene
Legramanti nell’articolo della scorsa settimana, ma di lettere di denuncia
scritte da familiari degli ospiti della struttura, nelle quali vengono messe in
luce situazioni di una certa gravità nella gestione e nel rispetto degli ospiti
(legature spacciate per contenzioni, negligenze nella prestazione
dell’assistenza sanitaria…). Queste lettere sono state indirizzate anche
all’Amministrazione comunale e a noi consiglieri; qualcuno di noi a queste
lettere ha anche risposto, con una ‘proposta’ dettagliata di svariate pagine,
ma il Sindaco – che non si è degnato di rispondere alla maggior parte di queste
lettere – sostiene con grande coraggio sul vostro giornale che “le minoranze
non hanno fatto nessuna proposta”.
Rispetto ad una situazione tanto
complessa, avendo come priorità il bene degli ospiti e non soltanto il
risanamento del bilancio dell’ente, ci saremmo aspettati dal Sindaco maggiore
delicatezza e attenzione nelle nomine del CdA. Quando abbiamo appreso dal
vostro giornale la composizione del Consiglio di Amministrazione, oltre che
delusi per l’ennesimo atteggiamento poco corretto del Sindaco nei nostri
riguardi, siamo rimasti perplessi, perché i quattro nominativi indicati
dall’Amministrazione non hanno esperienze nel settore sociale: si tratta
piuttosto di militanti leghisti, che nella prima riunione dei familiari degli
ospiti della RSA si sono presentati con tanto di stemma della Lega, peraltro
con modalità poco disponibili all’ascolto dei problemi dei familiari e degli ospiti
della struttura. Dalle dichiarazioni al vostro giornale del neo-Presidente,
Valentino Ubbiali, apprendiamo che una delle priorità è mantenere la qualità
del servizio invariata, garantendo l’alta professionalità dei dipendenti. Egli
non fa alcun cenno alle problematiche rilevate dai familiari degli ospiti,
situandosi su una linea di continuità rispetto alla precedente gestione della
RSA. Ciò appare tanto più grave dal momento che i disservizi rilevati sono
tutt’ora in essere.
Ci auguriamo con questo scritto
di avere chiarito la nostra posizione rispetto al Vaglietti: non è vero che non
abbiamo avanzato proposte, così come non è vero che non avevamo alcun
nominativo da proporre al Sindaco. Semplicemente costui, dopo averci promesso
un incontro, non ci ha mai contattati, ha deciso il CdA in una riunione di
partito e lo ha comunicato ai giornali. Appare doppiamente spudorato il fatto
che poi accusi le minoranze di inazione, quando lui stesso ci ha messi nelle
condizioni di non avere voce in capitolo in una scelta tanto importante per la
nostra comunità, da lui fatta a cuor leggero e rispondendo a logiche di
partito, non a logiche di benessere degli ospiti del Vaglietti.
Le minoranze consiliari
Oltre a questo comunicato, nel mese di marzo - quando la nomina del nuovo CdA del Vaglietti stava dilaniando la maggioranza - ho risposto allo scambio di lettere tra i familiari di un'ospite trovata legata ad un corrimano e i responsabili della RSA, dal momento che i parenti hanno inviato una lettera di denuncia a tutto il Consiglio comunale. Di questo documento riporto lo stralcio finale. Potete trovare la versione integrale qui.
Per tutti questi motivi, credo che sia
urgente una profonda riflessione critica sul progetto di cura degli anziani
nella nostra RSA. Oltre a quanto ho detto prima, negli ultimi tempi sono state
rilevate diverse lamentele degli ospiti e dei familiari, fino ad arrivare alla
lettera dei signori ***, che denunciano una situazione grave, probabilmente
sfuggita di mano a chi ha la responsabilità dell’amministrazione e della
gestione della Fondazione Vaglietti-Corsini. Non voglio qui attribuire colpe,
che peraltro tutte le persone chiamate in causa hanno scaricato su altri: mi
limito ad invitare tutti quanti siano investiti di responsabilità, Consiglio di
Amministrazione, Direttore sanitario, familiari degli ospiti, Sindaco,
Assessore competente, Consiglio comunale, tutti coloro che hanno a cuore il
benessere dei nostri anziani, a dare il via ad un profondo ripensamento della
gestione, della funzione e dell’importanza del Vaglietti per la comunità di
Cologno al Serio. È certo importante occuparci della storia e della memoria di
questa RSA, come è stato lodevolmente fatto di recente dal Presidente, dottor
Drago, ma non è ammissibile sorvolare sulla sua situazione presente e sulle
problematiche che essa presenta. Non abbiamo bisogno, oggi, di discutere di
progetti edilizi, di ristrutturazioni di edifici, di cessione di proprietà, di
buchi nel bilancio: dobbiamo rimettere al centro del discorso i soggetti che abitano
il Vaglietti, i nostri anziani, che lì vivono gli ultimi anni della loro vita. È
necessario rivedere il progetto assistenziale, privilegiando un’organizzazione
capace di rispettare la dignità, la libertà, la diversità e il diritto di cittadinanza
degli ospiti di questa struttura. È possibile intendere un modello di RSA che
risponda a questi bisogni, rimettendo al centro delle pratiche di assistenza la
figura dell’anziano, visto come soggetto e non come oggetto di cura, rispettato
in quanto persona e cittadino unico, diverso da tutti gli altri.
In conclusione mi rivolgo a chi ha la
delicata responsabilità della scelta e della nomina dei nuovi amministratori
della nostra RSA, cioè al Sindaco e all’Amministrazione comunale. Ci troviamo
in un momento di passaggio di consegne tra il Consiglio di Amministrazione
uscente e quello che verrà nominato: non perdiamo l’occasione per affrontare
questo discorso, per scegliere persone competenti e sensibili all’interno del
nuovo CdA, che sappiano amministrarlo a vantaggio degli ospiti, non dell’ipotetico
e astratto benessere (economico? Edilizio? Da grande opera?) di un ente che,
senza gli anziani, non avrebbe ragione di esistere. Entrare a far parte di un
Consiglio di Amministrazione, diventare Presidenti del Vaglietti, non significa
assumere una carica di prestigio e di potere in sé, ma prendere su di sé un
impegno disinteressato volto al benessere degli anziani che costituiscono il
Vaglietti stesso. È un processo impegnativo, faticoso, che richiede sensibilità,
compassione, competenza, senso critico: troviamo persone che rispondano a
questi bisogni, non a logiche deteriori, di partito, economiche, personali.
Soltanto in questa accezione è possibile intendere, dal mio punto di vista, un
discorso “politico” sul Vaglietti, là dove politica significa occuparsi dei
diritti degli individui che costituiscono una comunità, e in particolare dei
suoi soggetti più fragili.